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Piero Ligas nasce a Nurri (Nu) nel 1948 in un ambiente
agro-pastorale.
Qui vive fino all'età di 13 anni ma, ancora oggi, mantiene stretti
contatti col suo paese. Nel 1961 la famiglia si trasferisce a
Cagliari dove riprende gli studi interrotti. Dopo la frequenza delle
scuole medie inferiori avrebbe voluto iscriversi al liceo artistico,
ma poiché la famiglia non poteva supportarlo economicamente, essendo
un istituto privato, consegue il diploma di Geometra.
Autodidatta, fin dalla prima infanzia rimane affascinato dalle
immagini e scopre la passione per il disegno. Gli anni trascorsi nel
suo paese sono quelli che danno l'imprinting per la sua formazione
sia come uomo sia come operatore artistico. Qui scopre gli affreschi
della chiesa, l'architettura semplice delle case, gli alberi, le
pietre, il vento, le ampie vallate dorate dei campi di grano ed i
silenzi. Questi elementi naturali e i loro colori li trasferisce
nelle sue tele fin da giovanissimo, quando nel 1965, anno in cui
frequenta l'ambiente dei pittori cagliaritani, viene a contatto con
l'arte figurativa e con quella delle avanguardie. Attraverso lo
studio e l'analisi delle diverse correnti artistiche, arriva a
creare una cifra stilistica seguendo un percorso del tutto
personale. Contemporaneamente alla passione per la pittura coltiva
anche quella per l'atletica leggera, divenendo il massimo esponente
del fondo isolano realizzando,tra gli anni '70 ed '80, sedici
primati sardi di valore nazionale che gli permettono di partecipare
a numerosi campionati italiani e meeting internazionali. Attualmente
detiene ancora i primati sardi dei 5 mila metri e della “gara
dell'ora”.
Le numerose trasferte in Italia e all'estero, ed i viaggi personali,
diventano occasione per approfondire le sue conoscenze in campo
artistico, visitando musei, mostre e luoghi d'arte classica e
contemporanea. Nel '72, una lunga permanenza a Firenze gli permette
di venire a contatto con l'ambiente pittorico locale e realizza una
personale “Il muro”. L'incontro con le vetrate delle chiese gotiche,
fatte di intelaiature e dinamismo cromatico, contribuiscono
all'elaborazione dell'attuale cifra stilistica. Negli anni '70 la
sua formazione professionale viene arricchita dalle numerose
esperienze nell'ambito della grafica e del design collaborando con
gli architetti veronesi Luigi Malgarise e Pino Ferrari, apprezzati
professionisti. In seguito consegue l'abilitazione all'insegnamento
dell'Ed. Tecnica nella scuola media di primo grado. Da qualche anno
si dedica alla
produzione di cortometraggi. Fin da bambino infatti scopre la
passione per l'arte cinematografica,
tanto da ricordare ancora, con commozione, la visione del suo primo
film “Il figlio di nessuno”, stando a cavalcioni sulle spalle di suo
padre.
Il suo procedere artistico è assimilabile a quello di un archeologo.
Egli pone al centro della sua ricerca e conoscenza l'uomo e il suo
universo. Da qui la necessità di studiare le dinamiche relazionali
per meglio penetrare l'animo dell'individuo nella società
contemporanea e l'esigenza di esplicitare i suoi pensieri mediante
la scrittura di riflessioni, massime e aforismi che, talvolta,
fluiscono rapidi ed estemporanei.
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